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Lie to me

 

 

Nazionalità: USA

Prima stagione: 2009

Ultima stagione: 2010 (la seconda per ora programmata)

Creata da: Samuel Baum

Produzione: 20th Century Fox Television, Imagine Television

Attori: Tim Roth (Cal Lightman), Kelli Williams (Gillian Foster), Brendan Hines (Eli Loker), Monica Raymund (Ria Torres)

Siti internet: http://www.fox.com/lietome/

Pubblico di riferimento: dai 14 anni in su, appassionati di gialli e lieve introspezione psicologica

Tematiche ricorrenti: gestione dell’emotività, utilizzo della scienza psicologica per risolvere i casi

Disponibilità: Dal 7 settembre su FOX

TRAMA E COMMENTO: Nell’ormai sconfinato panorama delle serie televisive di stampo più o meno poliziesco, il 2009 ci ha riservato una piacevole novità: Lie to me, prima stagione: 13 puntate incentrate sul dr. Cal Lightman, che collabora con alcune indagini della polizia fornendo i propri servigi di esperto nell’analisi delle microespressioni facciali. Grazie alle sue conoscenze e approfonditi studi, analizza gli interrogatori e, soprattutto, le risposte di imputati e sospetti di ogni genere, riuscendo a distinguere - molto meglio e molto prima degli ordinari investigatori  e della macchina della verità – chi mente da chi dice il vero.

Nella sua opera (caratterizzata anche da un rapporto problematico con l’ex moglie e con la figlia) lo aiutano la socia dott.ssa Foster (in crisi col marito), il dipendente (giovane e sboccato) Loker e l’invidiabile Torres, che ha la caratteristica di essere una cosiddetta “naturale”, ossia una persona che comprende le reazioni altrui istintivamente, senza bisogno dei faticosi studi sui quali è ormai imperniata la perizia di Cal.

Ovviamente le forze dell’ordine e gli investigatori tradizionali diffidano fortemente dei mezzi rivoluzionari del dr. Lightman, ma ne restano il più delle volte scornati.

Singoli episodi raccolgono normalmente due indagini parallele, condotte spesso a coppie (variabili) dai quattro protagonisti. Il risultato è una notevole varietà di situazioni, a scapito forse dell’approfondimento delle singole trame, mai troppo accentuato. D’altra parte, l’idea alla base di Lie to me è originale, ma l’impresa vera è stata quella di riuscire a reggere un’intera stagione senza annoiare né divenire ripetitivi. Merito anche dell’ottima alchimia che si è creata tra i quattro protagonisti, che consente di creare interesse non solo per le indagini tecniche, ma anche per i rapporti umani, ben condotti e sviluppati.

Per chi ama gialli e thriller, una serie davvero raccomandabile, con pochissime e trascurabili cadute di gusto e concessioni a sesso e violenza. La complessità e velocità degli episodi richiede comunque una certa maturità nello spettatore.

(Giovanni De Marchi)

 

 

 
 
 
 
 
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