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Shark

 

 

Nazionalità: USA

Prima stagione: 2006

Ultima stagione: (seconda) 2008 (su FOX dal 15 luglio 2009 – su Rete4 da settembre 2009). La serie è poi stata sospesa, probabilmente a causa dell’eccessiva intelligenza che la destinava a un pubblico di nicchia: volete provare a entrare nella ristretta cerchia dei fans? Non resterete delusi

Creata da: Ian Biederman

Sceneggiatura: Ian Biederman

Produzione: CBS

Attori: James Woods (Sebastian Stark), Sophina Brown (Reina Troy), Jeri Ryan (Jessica Devlin), Danielle Panabaker (Julie Stark), Henry Simmons (Isaac right)

Siti internet: http://www.cbs.com/primetime/shark/,

Pubblico di riferimento: dai 14 anni

Tematiche ricorrenti: deontologia dell’avvocato, rapporto verità-giustizia, utilizzo di mezzi scorretti per fini leciti, rapporto tra coniugi separati, rapporto padre-figlia adolescente

TRAMA E COMMENTO: James Woods impersona alla grande il magnifico e diabolico avvocato di Los Angeles Stark, detto Shark (Squalo), abituato a vincere ogni causa costi quel che costi. Quando un assassino che ha abilmente fatto rilasciare uccide nuovamente, Stark viene colto da un attimo di sbandamento, del auqle l’abile procuratrice sua avversaria approfitta prontamente, convincendolo a saltare il fossato per riscattarsi ed entrare a lavorare nell’ufficio della Procura. Tutto bene, se non fosse che l’abitudine a usare mezzi scorretti non l’abbandona pur quando lavora dalla parte del Bene. E l’effetto-straniamento raggiunge il culmine allorché la figlia adolescente sceglie improvvidamente di vivere con lui anziché con la madre, da cui è da qualche tempo divorziato.
Si tratta senza dubbio di una delle migliori (e più sottovalutate) serie tv prodotte negli ultimi anni. Gli episodi, nel più classico genere del legal-thriller giudiziario, riescono a coniugare alla perfezione ingredienti di altissimo livello: un protagonista superbo; una squadra di comprimari ben caratterizzati; episodi con una trama ben congegnata; elementi verticali del racconto molto ben sviluppati nel corso delle serie, a partire dall’evoluzione del rapporto padre-figlia; e, soprattutto, geniali dialoghi rapidissimi, con battute e scambi di intelligenza assolutamente rara.
Due punti in particolare meritano attenzione: innanzi tutto, l’interesse a rappresentare in modo tutt’altro che convenzionale il tema dell’educazione da parte di un padre tutt’altro che esemplare nei confronti di una figlia adolescente in tendenziale opposizione frontale con sacrosanti – e del tutto inaspettati, da parte dello spettatore - consigli e divieti. In secondo luogo, l’approccio equilibrato (e spesso condivisibile) alle tematiche che affronta, che consente di raggiungere punti di eccellenza in alcune puntate nelle quali affronta, per esempio, i classici temi caldi della deontologia dell’avvocato o la relazione tra giustizia e verità. Una serie appassionante, divertente, coinvolgente, e forse troppo intelligente: motivo per cui è terminata dopo due sole stagioni. Un vero peccato.
I vari episodi sono in linea di massima “autosufficienti”, ma gli elementi verticali della narrazione consigliano di gustarli in sequenza cronologica rigorosa, per non perdere alcune sorprese e dettagli importanti. Comunque gli episodi che trattano argomenti un po’ scabrosi possono essere saltati senza che il quadro generale ne risenta eccessivamente. È comunque opportuno non perdersi il primo episodio della prima serie, introduttivo dell’indimenticabile personaggio di Shark. Tra le puntate memorabili, l’ultima della prima serie.

(Giovanni De Marchi)

 

 
 
 
 
 
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